Facebook Twitter You Tube Google Plus Flipboard
Mercoledì 26.04.2017 ore 15.45
Sei qui: Home | Appello di docenti e ricercatori dell'Emilia-Romagna a sostegno dei referendum della Cgil: "Sì alla qualità. Il lavoro non è una merce"
0 Commenti
  • Aumenta dimensione testo
  • Diminuisci dimensione testo
  • Invia articolo
  • Stampa articolo

Appello di docenti e ricercatori dell'Emilia-Romagna a sostegno dei referendum della Cgil: "Sì alla qualità. Il lavoro non è una merce"


Sono già una quarantina i docenti e i ricercatori delle università dell'Emilia-Romagna che hanno sottoscritto l'appello a sostegno dei due referendum sul lavoro voluti dalla Cgil per cancellare il lavoro accessorio (voucher) e per reintrodurre la piena responsabilità solidale in tema di appalti, quesiti sui quali gli elettori italiani saranno chiamati a esprimersi il prossimo 28 maggio.



Nell'appello, che può essere ancora firmato sul sito Referendum Lavoro, si sottolinea come i due prossimi referendum siano "un'occasione importante per il paese. Le due questioni specifiche sono rilevanti. In una situazione di insopportabile disoccupazione giovanile i voucher, ben lungi dall'essere una ragionevole regolarizzazione di forme di lavoro veramente accessorie, si sono dimostrati una forma di precarietà che si aggiunge alla precarietà precedente".

Mentre il sistema degli appalti e dei sub-appalti, in mancanza di una piena responsabilità della prima stazione appaltante, "sta diventando il regno del lavoro povero, dell'irresponsabilità sociale delle imprese, sconfinando verso l'illegalità e l'economia criminale".

I docenti e i ricercatori dell'Emilia-Romagna che hanno lanciato l'appello hanno anche messo l'accento sul fatto che "il significato generale dei due referendum è ancora più importante. Si tratta di contestare la politica economica, sociale e del lavoro che da troppi anni si sta facendo. Queste politiche si sono dimostrate uno straordinario mezzo di dispersione delle competenze e delle conoscenze in particolare delle giovani generazioni".

Cambiarle, dunque, per i sottoscrittori "è necessario anche per evitare che tante, troppe competenze del nostro paese siano costrette a emigrare all'estero per trovare opportunità e condizioni dignitose di lavoro. Di fronte all'evidente fallimento della teoria per la quale la riduzione dei diritti del lavoro avrebbe favorito l'occupazione si tratta di indicare, nel confronto referendario, la necessità di un diverso modello di sviluppo basato sulla qualità. Qualità del sapere, qualità del lavoro, qualità dell'ambiente, qualità dello sviluppo".

Nell'appello, inoltre, si fa riferimento alla stessa modalità referendaria "che può rappresentare un momento di svolta. Portare la discussione sul lavoro e sulla sua dignità in tutto il paese, permettere alla partecipazione democratica di indicare una strada alternativa per uscire dalla crisi, è sicuramente ciò di cui abbiamo bisogno".

L'appello si conclude con una chiamata al mondo culturale e intellettuale affinché si impegni per favorire "questa mobilitazione democratica", "la massima partecipazione consapevole" e "per far vincere i Sì ai referendum per il lavoro".

Una presa di posizione significativa da parte di persone provenienti dai diversi poli degli atenei emiliano-romagnoli, sia in campo umanistico che in quello scientifico: Allamprese Andrea (Università di Modena e Reggio, Ingegneria), Altieri Leonardo (Università di Bologna, Sociologia), Balandi Gian Guido (Università di Ferrara, Giurisprudenza), Balzani Vincenzo (Università di Bologna, Chimica), Barbieri Nicola (Università di Modena e Reggio, Scienze dell'Educazione), Barbujani Guido (Università di Ferrara, Scienze della vita), Bellini Alberto (Università di Bologna, Ingegneria), Bertolini Paola (Università di Modena e Reggio, Economia), Borelli Silvia, (Università di Ferrara, Giurisprudenza), Bosi Paolo (Università di Modena e Reggio, Economia), Bodini Antonio (Università di Parma, Chimica), Borghi Vando (Università di Bologna, Sociologia), Brasili Cristina (Università di Bologna, Statistica), Casadei Thomas (Università di Modena e Reggio, Giurisprudenza), De Pietri Roberto (Università di Parma, Matematica), Fiorani Giuseppe (Università di Modena e Reggio, Economia), Franchi Maura (Università di Parma, Economia), Galli Carlo (Università di Bologna, Storia), Giovannetti Enrico (Università di Modena e Reggio, Economia), Gruning Barbara (Università di Bologna, Filosofia), Guerra Luigi (Università di Bologna, Scienze dell'Educazione), Jori Alberto (Università di Ferrara, Studi Umanistici), Lassandari Andrea (Università di Bologna, Giurisprudenza), Laudani Raffaele (Università di Bologna, Storia), Leech Patrick (Università di Bologna, Lingue), Martelli Alessandro (Università di Bologna, Sociologia), Martelloni Federico (Università di Bologna, Giurisprudenza), Muzzarelli Maria (Università di Bologna, Storia), Pini Paolo (Università di Ferrara, Economia), Ricciardi Mario (Università di Bologna, Scienze politiche), Rinaldi Alberto (Università di Modena e Reggio, Economia), Romagnoli Umberto (Università di Bologna, Giurista), Solinas Giovanni (Università di Modena e Reggio, Economia), Spettini Giuseppina (Università di Bologna, Scienze dell'Educazione), Tassinari Giorgio (Università di Bologna, Statistica), Tinti Annarita (Università di Bologna, Scienze Politiche), Trentini Marco (Università di Bologna, Scienze dell'Educazione), Vannucci Armando (Università di Parma, Ingegneria), Zappalà Salvatore (Università di Bologna, Psicologia), Zappoli Sergio (Università di Bologna, Chimica), Zini Alberto (Università di Modena e Reggio, Economia). 


Ultimo aggiornamento: 21/03/17

Esprimi il tuo commento