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Pietro Spagni

Appalti e corrotti


di Pietro Spagni

Le recenti vicende, prima quella di Expo e poi quella più grave del Mose, hanno riportato alla ribalta l’italico tema della corruzione e della concussione come ordinario mezzo per la realizzazione delle grandi opere pubbliche.

http://24emilia.com/immagini/ItaliaMondo/expo_2015_cantieri_con_logo_555.jpg

Anche le grandi acquisizioni di aziende, i merger e le fusioni di società quotate, pare seguano lo stesso cliché. La notizia è della settimana scorsa: le procure di Milano e Torino stanno coordinando le loro indagini relative all’acquisizione di Sai-Fondiaria da parte di Unipol. Insomma, anche in questo campo per comprare un’azienda quotata parrebbe si sia cercata una scorciatoia (aggiotaggio e falso in bilancio, nel caso di specie).

Ma perché in Italia i grandi appalti, i grandi business si fanno se si paga qualcuno, se si riceve un favore, se si altera il mercato? Eppure siamo la patria del diritto, il nostro codice degli appalti, le nostre leggi e regolamenti sono buoni e previdenti. Sono spesso modelli europei di imparzialità, trasparenza e correttezza. Tutto è previsto e normato. Eppure le cronache giudiziarie ci raccontano un’altra storia.

Siccome questa rubrica ha l’intento di scavare oltre la superficie nei fenomeni economici, sociali e di costume, senza scadere nel qualunquismo o nel determinismo, proviamo a dare una diversa lettura, ovvero affianchiamo alla lettura ordinaria una lettura straordinaria.

Intanto facciamoci la giusta domanda. Perché le imprese, anche le più grandi o competitive, evitano la concorrenza, praticano l’accordo sottobanco? Perché corrompono, alterano e subiscono la concussione rischiando galera, multe salatissime e sputtanamento? Perché invece di competere scelgono la strada della consociazione occulta?

Eppure in altri settori le imprese competono, eccome se competono. Nei beni di consumo, nei beni durevoli la concorrenza è spietata, con vincenti e vinti. Nelle grandi opere, al contrario, le imprese consociano. La qualità e l’economicità delle loro offerte sono spesso l’ultima cosa di cui si occupano. Prima vengono gli accordi, le desistenze, le facilitazioni, le mazzette. Questa, purtroppo, è la storia di un ventennio di intercettazioni telefoniche e di comportamenti concreti.



Proviamo a dare alcune risposte.

La consociazione è più profittevole. Nelle grandi opere un competitore aggressivo può aggiudicarsi tutto espellendo i concorrenti dal mercato. È quindi più profittevole consociarsi al fine di evitare, se non si è competitivi, di essere spazzati via.

Incertezza sui tempi e sulle modalità di realizzazione dell'opera. I tempi lunghi delle gare e della realizzazione delle opere creano un'alea di incertezza che non favorisce le offerte competitive; cioè il competitore aggressivo è indotto ad essere meno aggressivo se non vuole sobbarcarsi costi fissi preventivi per opere che non partiranno mai.

Lentezza della giustizia amministrativa. È notevole il potere di interdizione dei concorrenti sconfitti che, ricorrendo alla lentissima - “ma perfetta” - giustizia amministrativa italiana, possono rendere il costo dell’opera incerto ed aleatorio. Anche su questo punto è semplice agire: si elimina la sospensiva e si danno 60 giorni per i giudizi di merito attraverso la sempre enunciata e mai attuata riforma della giustizia amministrativa. Inoltre chi ricorre in modo temerario o dilatorio e perde, paga pesanti sanzioni.

Riduzione drastica delle stazioni appaltanti. La pluralità di stazioni appaltanti all’interno di una grande opera rende pericoloso e difficile la partecipazione non coordinata alle diverse gare della grande opera. In generale le 30mila stazioni appaltanti oggi esistenti andrebbero ridotte a 100, composte da tecnici preparati e non improvvisati. All’ospedale come al piccolo Comune, al distretto militare come al consorzio di bonifica piace molto appaltare. L’Italia è fatta di 30mila campanili, parrocchie, distretti, aziende, ambiti, enti, consorzi e quant’altro la lingua italiana ci consente.

Riduzione del potere di interdizione dei vari livelli del pubblico. La possibilità infinita dei burocrati di alto grado, dei commissari e dei politici di creare problemi alla realizzazione dell’opera, ovvero il loro grande potere di concedere varianti in corso d’opera, inducono le imprese a cercare accordi laterali con questi soggetti. Emblematico il caso della Mantovani, vera protagonista della vicenda Mose. Questa si aggiudicò un appalto per l’Expo con un ribasso di 107 milioni su 272 per poi chiedere un adeguamento di 120 milioni della propria offerta preliminare.

Ipertrofia normativa. Abbiamo detto che tutto è previsto e normato. Forse anche troppo, visto che Giorgio Giovannini, presidente del Consiglio di Stato, lamenta che negli ultimi 7 anni il codice dei contratti pubblici, per renderlo più incisivo, è stato modificato 44 volte. Quindi semplificazione del codice degli appalti, attuato di pari passo con l’introduzione di sole 100 stazioni appaltanti.

Processi partecipativi comparativi. Infine, e non ultimo, tutte le grandi opere devono essere pubblicamente discusse ed emendate dai portatori di interesse. Attraverso sistemi già ampiamente sviluppati in Germania, Francia, Paesi Bassi e Regno Unito. Qui è sufficiente fare un copia-incolla del sistema francese o tedesco, a noi più affini. Senza far lavorare troppo i nostri professoroni e i nostri alti funzionari.

Più professionalità e specializzazione. Al fine di ridurre la corruzione, invece di guardare ai corrotti e ai concussori, commisuriamo i meccanismi di gara al reale mercato di riferimento, formando funzionari pubblici esperti che sappiano contrapporsi sul piano tecnico ed economico ai tecnici delle imprese. Lo scopo principale è quello di favorire la concorrenza e non quello, appunto conseguente, di ridurre la corruzione. In sintesi va ricercata la propensione al risultato e non al formale rispetto della procedura.

Insomma: come sempre nei fenomeni che si fa fatica a capire, ovvero a cambiare, bisogna guardare il soggetto che osserva e non l’oggetto osservato, bisogna guardare al mercato che non c’è e non al politico corrotto che c’è.

Non ci serve un inasprimento delle pene ma serve favorire al massimo la concorrenza. Con grande beneficio per le tasche dei contribuenti che, si spera, non pagheranno più 3 volte di più il costo unitario medio europeo per le opere pubbliche.


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14/06/14 h. 18.35
Fausto Poli dice:

Mi sembra anche giusto considerare che ci sono in Italia molte Aziende sane dirette da validi imprenditori. Troppe volte si considerano le notizie date per alimentare l'opinione pubblica. Ma certamente e' giusto pensare che molte attivita' vanno al meglio in maniera indipendente.
Purtroppo il cancro della cattiva amministrazione in Italia e' difficile da debellare.

Fortunatamente una miriade di imprenditori e bravi e onesti amministratori portano avanti i veri valori.

Sarebbe bene dare risalto a queste situazioni, come in alcuni siti si fa, cioe'
intervistando e facendo una recensione dell'impresa di turno che sta ottenendo buoni risultati per la sua attivita'.

14/06/14 h. 10.35
Puff dice:

Poi tutti questi denari rubati, li restituiscono? o vanno a farsi un coaching in carcere da milionari per poi uscire fuori e rimpiazzarsi come il Primo Greganti, il comunista omertoso (gli ex comunisti ora piddini l'omertà l'hanno studiata molto bene, forse più di Riina).

12/06/14 h. 11.41
nonnapapera dice:

Che percentuale di voto ha ottenuto il nuovo sindaco di Reggio Emilia?
Per quale motivo andare a Venezia o a Milano?
A Reggio Emilia, basta che qualcuno si prenda la briga di sommare le cifre che di consulente in consulente, di progetto in progetto, di variante in variante di contenzioso in contenzioso sono state investite con denaro bubblico sui Musei inaugurati in campagna elettorale.
C'è l'architetto con gli occhi azzurri, quello con lo zainetto, quello con l'accento straniero, cambiano gli assessori i gusti cambiano.
Bassanini con le riforme 1,2,3 ecc. della bubblica amministrazione ha esautorato i consigli comunali mettendo nelle mani dei sindaci (che ora hanno le mani sullo Stato)
e delle giunte tutti i poteri di decisione incluso quello di scegliersi i dirigenti per investitura.
Quanti a RE, perfetti sconosciuti ora restano sul groppone delle finanze comunali con stipendi milionari senza aver fatto nemmeno uno schifosissimo concorso?
Olanda, Francia, ridicolo Renzi che dichiara...cambieremo l'Europa....avvertitemi perchè dico a mio figlio di abbandonare la UE dove vive, per attraversare gli oceani.

12/06/14 h. 11.02
Avenger: parliamo di magistratura???? dice:

Ieri è passato un emendamento della Lega sulla responsabilità dei giudici. Si ripercorre la strada del molto ben affossato referendum che venne bellamente ignorato per il risultato che aveva prodotto. oggi si affretteranno al governo per asfaltare anche questa legnata della Lega, visto che le varie congreghe sindacalizzate dei giudici di ogni dis-ordine e de-grado sono già intervenute con piagnistei alla Mario Merola denunciando il rischio di attentato alle libertà costituzionali, europee, mondiali, galattiche ed interplanetarie. Chissà se anche a loro bloccano la liquidazione di fine servizio per 48 mesi e poi gliela danno in comode rate pluriennali, chissà se fanno così anche con i parlamentari con la famigerata buona uscita. Guarda caso i trattamenti economici delle due categorie sono allacciati e vanno di pari passo negli adeguamenti, a differenza di TUTTI gli altri contratti pubblici.

12/06/14 h. 10.37
X spagni dice:

Spagni ,per ragioni non note, non parla delle pene severissime, previste in germania e in francia per corrotti e corruttori. E' buona cosa quando si fanno riferimenti ad altri sistemi o paesi dare un quadro d'insieme completo.
Forse tra le cause della cooruzione, oltre le stortutre le lentezze burocratiche , vi è anche la ricerca del facile profitto, invece della costosa e avolte lunga "ricerca e sviluppo"

12/06/14 h. 9.28
angelo magnani dice:

Concordo pienamente con il sig. Spagni e aggiungerei che potrebbe essere importante riordinare la norma sul falso in bilancio, e sulla prescrizione del reato di corruzione/concussione. Ricordiamoci che la corruzione non è solo una dazione di denaro per ottenere un illegittimo vantaggio, ma evidenzia anche un modo di essere e di concepire il nostro modo di vivere. Improntare la nostra relazione con gli altri sullo scambio di favori è un atteggiamento corruttivo. Chiedere all'amico medico che lavora all'ospedale di vedere se ha la possibilità di avanzarci nell'attesa di un esame è corruttivo... chiedere all'amico vigile di cercare di farci togliere una multa è corruttivo... Partiamo dal cambiare noi stessi

12/06/14 h. 0.57
Sbagliato dice:

Sign Spagni, inasprire le pene sarebbe obbligatorio, con raccomandazione del sequestro dei beni, nostri, immediato

12/06/14 h. 0.16
Pietro Spagni dice:

Grazie Poli per il commento e per la rettifica. Non sono avvocato.

11/06/14 h. 21.57
Fausto Poli dice:

correzione: Il Sig. Spagni non e' avvocato.

11/06/14 h. 20.06
Fausto Poli dice:

Ma lo sapevamo gia'.

Caro Avvocato Spagni, non e' meglio dare un giro di vite alla Magistratura ? La chiave sta tutta li'.

Purtroppo il vecchio proverbio: Causa che pende causa che rende fa parte della casta degli avvocati, mi permetta.


Sarebbe piu' corretto il proverbio: tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino. Ma qui la gatta la passa sempre liscia.

La cosa sconvolgente e' che pure il Sindaco di Venezia sia finito nei guai.

Non c'e' nulla da proporre.



Pero' c'e' del torbido.

11/06/14 h. 19.04
galera dice:

Si certo, tutto giusto.
Ma le pene, perchè non aumentare anche le pene. così almeno mentre stanno in galera non corrompono più

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