Facebook Twitter You Tube Google Plus Flipboard
Mercoledì 01.10.2014 ore 22.16
2 Commenti
  • Aumenta dimensione testo
  • Diminuisci dimensione testo
  • Invia articolo
  • Stampa articolo

Ancora amianto a Rubiera


di Stefano Ruozzi

Le dichiarazioni del tecnico dell’Ausl del distretto di Scandiano Magnani riguardo la situazione dell’area ex-Icar di Rubiera non ci tranquillizzano affatto.

Sentire che a tutt’oggi la zona non è con certezza sotto controllo, visto il condizionale utilizzato dal responsabile della Ausl, è un fatto molto grave.

Siamo nel 2011, a 14 anni di distanza dalla chiusura dell’impianto e, ben sapendo, purtroppo, i danni e i lutti che ha causato, ci si aspetterebbe che la zona dove sorgeva fosse stata messa in sicurezza da un bel po’.

Se questo non è successo, o non completamente, stante le dichiarazioni di Magnani, è un fatto che va approfondito urgentemente nelle sedi opportune, al fine di conoscere i termini potenziali degli eventuali rischi ancora esistenti, come ad esempio se possibilità di infiltrazioni nelle falde acquifere o nei terreni adiacenti. Chiediamo quindi al sindaco, massima autorità sanitaria sul territorio, di dare tutte le spiegazioni del caso.

E’ certamente un atto dovuto la costituzione del Comune come parte civile nel processo di Torino, ma non devono essere dimenticate le responsabilità politiche delle amministrazioni comuniste che hanno permesso la realizzazione sul territorio di Rubiera nel 1961 di un industria già presente a Casale Monferrato nel 1907,dove ha fatto i primi morti negli anni 50, e che si sapeva essere pericolosa dagli anni 30.

Giusto quindi indicare le colpe altrui ma sarebbe ora da parte della sinistra locale di prendersi le proprie responsabilità per non avere avuto la necessaria lungimiranza per proteggere la popolazione locale dai danni dell’amianto. Lungimiranza che invece pretendiamo dalla attuale amministrazione, sebbene nutriamo molti dubbi sulla sua capacità, per assolvere doveri laddove non fossero sati espletati.

La lotta contro l’inquinamento non si fa solo additando colpevoli in ogni direzione, per slogan o con gioiose feste a tema. La si fa anche con i fatti e con i buoni esempi dati da chi governa il territorio. Non certo, forse, permettendo feste ricorrenti, come a Ponte Luna, esattamente sotto i cavi dell’alta tensione.

Stefano Ruozzi
Capogruppo Consiglio comunale di Rubiera
Responsabile quartiere Porto di Bologna


  • Condividi:
  • Aggiungi a Del.icio.us
  • Aggiungi a Technorati
  • OKNotizie
11/07/11 h. 19.17
dai Benny dice:

stai buono vai a cuccia va

11/07/11 h. 10.30
Ruozzi dice:

Non ti si fila più nessuno, nemmeno i tuoi Prodi (saranno al mare forse).

Esprimi il tuo commento
I commenti sono moderati e saranno pubblicati solo dopo l'approvazione della redazione.