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Mercoledì 19.06.2013 ore 03.39
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''Cambiare la fabbrica'', il 2 marzo presentazione del libro di Landini


Venerdì 2 marzo, alle ore 18.00 presso il salone G. Di Vittorio della Camera del Lavoro di Reggio in via Roma, si terrà la presentazione del libro di Maurizio Landini, segretario generale nazionale Fiom Cgil, con Giancarlo Feliziani, "Cambiare la fabbrica per cambiare il mondo. La Fiat, il sindacato, la sinistra assente".

“Essere di sinistra per me significa guardare il mondo da un certo punto di vista: la giustizia sociale, il lavoro, la solidarietà, l’uguaglianza. Per anni siamo andati a rimorchio di una certezza: che alla globalizzazione non ci fosse rimedio e che il problema fosse al massimo quello di limitare i danni. Ecco, io credo che sia giunto il momento di uscire da questa logica e da questo ragionamento”, afferma Landini in uno dei passaggi del libro.

E proprio questo sarà il tema della discussione, che si terrà alla presenza di: Maurizio Landini, Graziano Delrio, sindaco del Comune di Reggio e presidente nazionale Anci; Umberto Romagnoli, già professore Diritto del Lavoro Università di Bologna; Chiara Valentini, giornalista e scrittrice; Mirto Bassoli, segretario generale Cgil Reggio.

L'iniziativa è promossa da Cgil Reggio, Fiom Cgil Reggio e Spi Cgil lega ex 2° e 3° Circoscrizione.

Il libro, edito da Bompiani, raccoglie una lunga intervista realizzata da Giancarlo Feliziani, caporedattore e inviato del Tg La7, ripercorrendo le vicende che hanno segnato, forse per sempre, il sistema contrattuale, il diritto del lavoro e le libertà sindacali nel settore metalmeccanico, nell’arco dell’ultimo anno e mezzo: da Pomigliano, passando per il referendum di Mirafiori, fino ai fatti accaduti dopo l’estate. Una riflessione di grande attualità, che mette in relazione i temi che attraversano il mondo del lavoro, il futuro del movimento sindacale, con la necessità di costruire un’idea alternativa di società.


Ultimo aggiornamento: 02/03/12

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29/02/12 h. 11.52
Ludovico dice:

Caro Kattocom il problema è che sotto i 40 (forse i 30, valà) non sanno neanche cos'è la globalizzazione: ci sono nati dentro e non hanno consapevolezza né spirito critico. Un pesce lo sa che sta nuotando nell'acqua? Dovrebbe avere cognizione del "fuori" e guardare dall'esterno gli altri pesci che nuotano. Nel frattempo sarebbe morto. Non c'è rimedio. Ma non dobbiamo dirlo troppo in giro, soprattutto non può dirlo il sindacato ché altrimenti capirebbe quanto è inutile. Facciamo finta che ci sia e discutiamone.
Tutto il resto è letteratura ed editoria, per quel che vale ancora...

29/02/12 h. 11.16
Kattocom dice:

Per anni siamo andati a rimorchio di una certezza: che alla globalizzazione non ci fosse rimedio e che il problema fosse al massimo quello di limitare i danni. Ecco, io credo che sia giunto il momento di uscire da questa logica e da questo ragionamento?,
giusto ma non riusciranno a farlo i vecchi come i relatori in sala nessuno sotto i 40 una generazione che ha dato credito alla globalizzazione

02/02/12 h. 16.06
luciana boccaletti dice:

l'iniziativa è a prova di nevicata?

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