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Martedì 21.05.2013 ore 19.43
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SuperMario 1 e 2. Euro salvo (per ora)


Venerdì 29 giugno

Ore 18 - "In questi due giorni l'Unione europea ha fatto importanti passi avanti". Questo il commento del premier Mario Monti aprendo la conferenza stampa a Bruxelles al termine del Consiglio europeo. Quella sulla crescita è "un'operazione imponente, al di là della cifra impegnata, perché riguarda tutta una serie di misure strutturali e azioni coordinate". Azioni che, ha garantito Monti, sono un "meccanismo di stabilità e non salva Stati". "Il nostro obiettivo - ha aggiunto il presidente del Consiglio - è fare il maggior numero di cose utili per l'economia e la società italiane in questo breve periodo. A me sfugge un po' il senso di 'forza' o 'debolezza' di un governo. Piuttosto mi viene da ragionare sulle riforme fatte, sui provvedimenti, sull'azione sui conti pubblici". "La situazione dell'economia italiana è pesante, abisso o no - ha detto il presidente del Consiglio - La recessione c'è, il debito in crescita c'è, l'abisso... mi sto imponendo una moderazione intrepretativa sul linguaggio del presidente della Confindustria".



"Abbiamo preso decisioni importanti la scorsa notte a Bruxelles - ha affermato la Merkel - Innanzitutto, abbiamo deciso che, se un Paese ha bisogno che i meccanismi Efsf e Esm acquistino delle obbligazioni sul mercato primario o secondario, siano applicate delle condizioni in questo modo: un rapporto nazionale dovrà essere presentato alla Commissione Ue e, su questa base, concluderemo un protocollo d'intesa in cui ci sarà un calendario. La troika Ue-Fmi assicurerà in seguito la supervisione, come è sempre il caso con l'Efsf e l'Esm, in modo che le condizioni siano rispettate. Restiamo interamente nell'ambito della nostra formula precedente, dare e ricevere, condizionalità e controllo".

Le decisioni prese la notte scorsa dai leader dei Paesi dell'eurozona sulla ricapitalizzazione e la sorveglianza delle banche ha già "effetti positivi", ha detto il presidente francese Francois Hollande al suo arrivo al vertice europeo. All'arrivo al palazzo del Consiglio europeo, Draghi si era detto "molto soddisfatto dalle decisioni prese questa notte". Per il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker, "abbiamo raggiunto un accordo su qualche misura di breve termine. Nonostante la difficoltà del momento, siamo riusciti a dare un messaggio ai mercati finanziari".

Ore 10 - Dopo una maratona di 13 ore e le riserve poste da Italia e Spagna, i Paesi dell'eurozona hanno raggiunto un accordo sul Patto per la crescita, la ricapitalizzazione diretta delle banche e il meccanismo anti-spread. Entro la fine dell'anno, ha annunciato il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, si creerà un meccanismo di vigilanza che coinvolgerà la Bce e permetterà di ricapitalizzare le banche direttamente attraverso i fondi salva-Stati.



L'Eurogruppo dovrà attuare le decisioni prese sulla ricapitalizzazione diretta delle banche e sul meccanismo antispread entro lunedì 9 luglio, quando si terrà la prossima riunione dei ministri delle Finanze dell'eurozona. Occorre rompere il circolo vizioso tra banche e debiti sovrani, è necessario creare un meccanismo di supervisione unico che la Commissione dovrà presentare a breve e che il Consiglio europeo dovrà prendere in considerazione in modo prioritario entro la fine del 2012. Quando questo meccanismo, a cui parteciperà la Bce, sarà stato creato, l'Esm, dopo una regolare decisione, potrà avere la possibilità di ricapitalizzare le banche direttamente sulla base di un'adeguata condizionalità che dovrà essere "specifica per un'istituzione, un settore o relativa a tutta l'economia" e formalizzata in un "memorandum d'intesa".

L'Esm e l'Efsf dovranno anche essere utilizzati "in modo flessibile ed efficiente per stabilizzare i mercati" per quei Paesi che rispettino le raccomandazioni della Commissione Ue, il Patto di stabilità e la procedura per squilibri macroeconomici eccessivi. Anche in questo caso l'intervento dei fondi salvastati in funzione anti-spread dovrà essere formalizzato da un memorandum d'intesa.

Giovedì 28 giugno

Se l'Europa non varerà un meccanismo anti-spread, l'Italia non sosterrà la tassa sulle transazioni finanziarie. E' questa la sfida lanciata da Monti a poche ore dal vertice di Bruxelles che decide sul futuro dell'euro.

Il premier italiano si presenta ai 27 della Ue con in tasca la riforma del lavoro approvata e l'appoggio del Parlamento e detta le condizioni alla Germania, la quale insiste nel "portare avanti l'introduzione della tassa sulle transazioni finanziarie".



Piano per la crescita da 130 miliardi, Unione bancaria, Tobin tax, scudo anti-spread. Sono questi i principali temi sul tavolo del 25esimo vertice europero in programma il 28 e 29 giugno, vertice che si tiene da quando, nel 2008, è esplosa la crisi economico-finanziaria internazionale.

Per quanto riguarda il primo punto, Francia, Germania, Italia e Spagna portano al summit una pre-intesa su un pacchetto di interventi del valore di circa 130 miliardi di euro. Parte integrante del pacchetto sono i project-bond (4,5 miliardi di euro) per finanziare progetti pilota nelle infrastrutture e la ricapitalizzazione per 10 miliardi delle Bei. Per rilanciare lo sviluppo economico è, inoltre, previsto il recupero di risorse comunitarie.

Per risolvere una volta per tutte la crisi del sistema bancario Ue, si propone anche di realizzare un sistema di sorveglianza unico su tutti gli 8mila istituti di credito (che potrebbe essere affidato alla Bce) e uno schema comune di garanzia dei depositi. Si prevede, inoltre, la creazione di un ministro del Tesoro dell'Ue, la fissazione di limiti ai deficit e ai debiti pubblici nazionali e la possibilità di intervenire modificando le finanziarie dei singoli Paesi.

Si apre la strada a una graduale mutualizzazione dei debiti sovrani dei Paesi dell'Eurozona. Un'operazione che potrebbe riguardare inizialmente la parte dei debiti eccedenti la soglia del 60% nel rapporto con il Pil fissata come limite massimo dal patto di stabilità e crescita. La Merkel ha tuttavia ribadito il suo no.

L'introduzione di un'aliquota minima dello 0,02% sulle transazioni finanziarie speculative consentirebbe di portare nelle casse dei Paesi dell'Unione circa 57 miliardi di euro da destinare alla stimolazione della crescita e alla creazione di posti di lavoro.


Ultimo aggiornamento: 02/07/12

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02/07/12 h. 8.59
Rigor Montis dice:

Poteva anche fare finta di cantare l'inno nazionale.
Mah...

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