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Coccarda tricolore per il 17 marzo


Domenica 20 febbraio 2011

Mentre infuriano le polemiche su federalismo, origini del Tricolore e celebrazioni per il 150° dell'Unità d’Italia, qualcuno si distingue dal gruppo e in vista del 17 marzo suggerisce spunti di riflessione.

Se, come Beppe Severgnini ricorda dalle pagine del Corriere della Sera, “il 25 aprile è la festa del sollievo, il 2 giugno il sigillo di una decisione civile, il 4 novembre la commemorazione di una vittoria militare”, il 17 marzo – proclamazione del Regno d'Italia - può essere una nuova festa da vivere con uno spirito rinnovato.

La ricorrenza potrebbe essere un’opportunità per riflettere sulla nostra storia comune e sul futuro del Paese ipotizzando come punto di partenza una forma di unione tra i diversi patriottismi.

Per rendere palese questo nuovo spirito Severgnini propone di sostituire le bandiere, fin troppo viste e abusate, con coccarde tricolore. “È un segno collettivo che denota una scelta personale: le bandiere si guardano, una coccarda s'indossa”.

Venerdì 18 febbraio
Sono oltre 300, e continuano ad affluire numerose, le adesioni pervenute all'Anci all'appello lanciato il 14 febbraio dal presidente Sergio Chiamparino, sindaco Pd di Torino, per invitare il Parlamento e il governo italiano a ''condividere con noi, con le nostre comunità e con tutto il popolo italiano la volontà di ricordare e di celebrare, con la solennità che la data richiede, il centocinquantenario dell'unità d'Italia nella giornata del 17 marzo, in cui 150 anni fa nel Parlamento di Torino veniva proclamata l'Italia unita''. Tra questi anche il sindaco di Reggio Graziano Delrio.

Una richiesta soddisfatta a tempo di record, visto che nella mattinata di venerdì 18 febbraio il Consiglio dei ministri ha deciso di istituire la festa nazionale per celebrare la ricorrenza. Per tamponare le proteste degli industriali, inoltre, è stato previsto che per il solo 2011 gli effetti economici e gli istituti giuridici e contrattuali previsti per la festività soppressa del 4 novembre siano "traslati" alla nuova occasione festiva. Una decisione che ha portato con sé uno strascico di polemiche, innescate dalla Lega Nord e dalla decisione dei tre ministri del Carroccio (Roberto Maroni, Roberto Calderoli e Umberto Bossi) di non partecipare al voto.



Un Calderoli che, dopo la votazione, non le ha mandate a dire: "Fare un decreto legge per istituire la festività del 17 marzo, un decreto legge privo di copertura in un paese che ha il primo debito pubblico europeo e il terzo a livello mondiale, e in più farlo in un momento di crisi economica internazionale, è pura follia ed è anche incostituzionale. Sono e resto contrario alla decisione di non far lavorare il paese il 17 di marzo, sia per il costo diretto che è insito in una festività con effetti civili che per quello indiretto, che proverrà dallo stimolo di allungare la festività in un ponte da giovedì fino a domenica. Se vogliamo rilanciare davvero il Pil di questo paese con il decreto legge di oggi abbiamo fatto l'esatto contrario".

Soddisfazione per la decisione del governo sul 17 marzo di Alessandro Nironi e Angelo Ammaturo (Pdl)

Martedì 15 febbraio
Sull'argomento si è espresso anche il Pdl reggiano tramite una nota del coordinatore comunale reggiano Angelo Ammaturo (foto) e del consigliere comunale di Scandiano Alessandro Nironi. "Il 17 marzo deve essere una grande giornata di festa. Dovrà essere la festa nazionale, un’occasione da non perdere nel corso della quale rinnovare il sentimento di attaccamento alla patria, alla sua unità e indivisibilità. Il dibattito di questi giorni sugli organi di stampa locali e nazionali ci lascia a dir poco esterrefatti. Certo, ben sono comprensibili le preoccupazioni di quanti imprenditori paventano i costi che una ulteriore giornata festiva verrebbe a far gravare su bilanci già ampiamente affaticati dalle note difficoltà economico finanziarie di questi ultimi anni, ma accanto a queste legittime e fondate preoccupazioni ecco inevitabilmente farsi spazio le insensate e calcolate obiezioni e distinguo di quanti mal sopportano le imminenti celebrazioni e quel senso di riscoperta e valorizzazione dell’identità nazionale che esse intendono stimolare nella cittadinanza".

"Non passa giorno - spiegano Ammaturo e Nironi (foto) - che all’Italia si muova la critica del non essere un grande paese, una nazione come tante altre invece in Europa. Quale occasione migliore dunque per confermare questa infondata, forse, opinione che addirittura discutere con tanta animosità sul fatto di festeggiare o meno (si badi, una volta ogni 50 anni) l’unità d'Italia? Si dirà che non è da una festa che si vede la serietà o la grandezza di un paese. Vero. Ma ogni Stato degno di questo nome ha una propria liturgia istituzionale e simbolica che in essa traduce quel minimo comune culturale e affettivo, quel senso di appartenenza al simbolo e alla forma che si traduce in sostanza. Sì, perché la forma in queste occasioni è sostanza".

"Che poi l’identità nazionale vada coltivata quotidianamente nei luoghi di lavoro e nelle scuole non vi sono dubbi: ma la realtà è desolatamente altra. E i portatori di questi improvvisi slanci patriottici sostitutivi ben lo sanno. Spariti dalle aule gli autori del Risorgimento e incrementato l’astensionismo lavorativo per le partite della Nazionale di calcio, il 17 marzo rappresenta un appuntamento importante da non perdere per capire il nostro passato così da affrontare meglio le sfide del terzo millennio, un appuntamento al quale gli italiani si sono orgogliosamente legati, un appuntamento storico, costi anche un giorno di vacanza".

Lunedì 14 febbraio

“Il calore della gente in piazza per la visita del presidente Napolitano a Reggio il 7 gennaio e l’interesse attorno alla nostra storia sollevato dal 150° dell’Unità d’Italia mi portano a dire che il paese reale sente questo anniversario molto di più di quanto si pensi. I cittadini apprezzano le occasioni di riflessione e di incontro attorno alla nostra storia, i nostri valori, la nostra cultura, il nostro futuro. La festa dei 150 anni va salvata”: con queste parole il sindaco di Reggio e vicepresidente Anci Graziano Delrio ha aderito all’appello proposto dal presidente Anci e sindaco di Torino Sergio Chiamparino e rivolto al presidente del Consiglio e al governo italiano.



“L’apertura dell’anno del 150° anniversario proprio nella nostra città, patria del Tricolore, con il presidente della Repubblica e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta – ha proseguito Delrio – ci era sembrato un buon inizio, nonostante il momento di particolare tensione nazionale. La consegna del Primo Tricolore da parte del presidente Napolitano ai sindaci delle tre capitali unitarie, Torino, Firenze e Roma, è stato il simbolo di quell'unità d’intenti tra Repubblica e Comuni, amministrazioni centrali e periferiche, prevista dalla Costituzione e nella quale i cittadini ci chiedono di operare".

“Reggio aveva salutato quindi come una decisione positiva la scelta della festa nazionale del 17 marzo, in memoria del 17 marzo 1861, e ci è dispiaciuto il primo stop dato dagli Industriali emiliani che oggi, a quanto leggo, paiono pentiti di aver lanciato il sasso. Il clima che si sta diffondendo non fa bene a nessuno e non corrisponde al pensiero dei nostri cittadini. A Reggio ricominceremo dalla Notte Tricolore del 16 marzo a proporre iniziative, prima tra tutte la visita alla mostra a cielo aperto di bandiere in centro storico, ma ci auguriamo che si possa fare un passo indietro rispetto alle rigidità di queste ultime settimane e trovare il modo perché la giornata possa essere di festa e soprattutto che la festa del 150° anno di età del nostro paese unito possa ritrovare il necessario clima di condivisione”.

Le associazioni economiche
"Sul 17 marzo abbiamo un cuore tutto italiano, apprezziamo la festa perché viviamo di made in Italy e vendiamo il made in Italy, quindi abbiamo consapevolezza. Ma la questione che poniamo è quella della competitività del paese che non è una questione di avidità, ma di attenzione, in un momento delicato in cui l'industria italiana tenta di reagire e passa dalla resistenza alla reazione, anche ai costi. Per questo lavoreremo".

Con questo annuncio, e queste motivazioni, il presidente nazionale dei piccoli industriali di Confindustria Vincenzo Boccia si è voluto allineare, a margine di un convegno tenuto dall'associazione di industriali a Reggio, alla posizione del presidente Emma Marcegaglia sull'ipotesi di istituire un giorno festivo nazionale una tantum per celebrare il 150° anniversario dell'unità d'Italia, proclamato proprio per il prossimo giovedì 17 marzo. I costi della giornata però, secondo Confindustria, ricadrebbero solo sugli imprenditori, "costretti" a retribuire operai e dipendenti per un giorno in cui non lavorano.

Diversa invece la posizione di Confapi pmi di Reggio, che ha deciso per una linea di sostanziale astensione: "Confapi non darà indicazioni in merito alle 500 aziende associate - ha assicurato la presidente Cristina Carbognani - lasciando la libertà di decisione alle singole realtà, anche perché ognuno ha esigenze produttive e di distribuzione del lavoro a se stanti. Nell’attuale momento congiunturale infatti serve la massima flessibilità, pur nel rispetto dei diritti acquisiti, per rispondere prontamente alle esigenze del mercato in modo da poter superare la crisi che ha colpito duramente le pmi. La ricorrenza certo è importante e come tale va celebrata, anche per ridare valore al senso di patria. Riteniamo che una possibile soluzione sia quella di festeggiarla il 2 giugno, tradizionale Festa della Repubblica, unificando così le due ricorrenze".

Reggio5Stelle, al contrario, stigmatizza l'atteggiamento dei rappresentanti di industriali e commercianti reggiani sul tema: "Il 17 marzo si prefigura senza dubbio come la celebrazione nazionale più importante del 2011, dunque riteniamo inaccettabile che si tenti di far prevalere sull'importanza dell'evento gli interessi di bottega degli imprenditori, che vorrebbero una normale giornata di lavoro poichè, a loro dire, la situazione economica non permetterebbe di perdere 8 ore di lavoro. La riteniamo una giustificazione inconsistente, poichè in un contesto economico depresso come ormai da un paio d'anni non sarà certo la festa del 17 marzo a danneggiare i profitti di qualcuno".

"Purtroppo - proseguono i rappresentanti dei grillini reggiani - assistiamo da tempo a un progressivo svilimento di valori e ricorrenze immolate sull'altare del profitto a tutti i costi. Già abbiamo assistito alla precettazione dei lavoratori di alcune attività commerciali in occasione della festa del Primo Maggio. Oggi, dopo le esternazioni di leghisti secessionisti, altroatesini indipendentisti e neoborbonici di ritorno, non si sentiva il bisogno di questo ennesimo tentativo di sminuire l'importanza dell'unità nazionale già messa a dura prova dall'attuale sitazione di degrado morale e politico. Auguriamo quindi che il valore del 150° non sia oscurato dagli interessi di pochi, ma che sia invece occasione di festa collettiva e riflessione sull'importanza della storia nazionale".


Ultimo aggiornamento: 22/02/11

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15/03/11 h. 18.05
ldvgòk dice:

ti odio berlusca

22/02/11 h. 14.47
Alice x Alice dice:

E' a Berlusconi caro signore o signora che piacciono le dittature

DITTATORE BIELORUSSO
PUTIN
GHEDDAFI
MUBARAK
e aggiungiamo anche COREA DEL NORD
Come soffri poverino!

22/02/11 h. 10.13
x alice dice:

prova in corea del nord.

21/02/11 h. 19.46
Alice(magari potessi andare nel paese delle meraviglie!)Dov'è? dice:

Benigni è un giullare!
Pensi quanti giullari ci sono che si fanno passare per politici e perfino per Statisti!
Veramente lo fanno credere agli Italiani ,il resto del mondo ride di gusto ,un pò ci compiange e un pò non si capacita come mai ci siano tante persone......come lei!

21/02/11 h. 17.28
Luca dice:

E' il suo padrone che si pulisce il c..o con il Tricolore ,nessuno finora lo ha mai bruciato.
Mentitore matricolato!

21/02/11 h. 17.11
NON C'E' NIENTE DA FESTEGGIARE dice:

compagni vi scordate che voi lo bruciavate il tricolore? ahahhahahha poi anche il vostro giullare '250mila benigni' si e' volutamente fatto beffa di voi e del vostro presidente napoletano atribuendo il tricolore a mazzini e non a reggio emilia. cosi' imparate a chiamarlo a gratis...

20/02/11 h. 20.15
Gruppo Città Storica con Fossa ma senza leghisti dice:

Il 12 Marzo,
la circoscrizione città storica sarà in Piazza Del Monte ,tutto il giorno con un banchetto e offrirà una coccardina Tricolore,un "goccio" di vin brulè per festeggiare l'Unità D'Italia.
Dulcis in Fundo,ci saranno anche Graditissimi gli Alpini.

19/02/11 h. 21.46
@Marcegaglia e soci dice:

Ben vi sta!
Non vi pronunciate per i pesanti danni d'immagine del Made in Italy a causa dei comportamenti del piccolo uomo senza ritegno, così come la Leadership della Chiesa Italiana che non trova una parola di condanna per chi è incriminato di pesanti reati e che vanta le peggiori amicizie internazionali: Lukashenko, Putin, Gheddafi & C.
PS Povero Eboli che si aspettava una drizzatina da Pregel-Pagliani-da Catanzaro. Marco, ma non lo conosci ancora? Ma anche Filippi-Aistan è in silenzio? (stampa, speriamo)

15/02/11 h. 22.30
Imprenditore dice:

Auspico che la Sig.ra Marcegaglia e soci, nei quali non mi riconosco minimamente, adotti lo stesso metro della produttività anche quando si tratta di innovazione, magari utilizzando soldi propri e non di pantalone, come da decenni è abituata a fare la grande imprenditoria italiana; magari riuscirebbero anche a vendere qualcosa di diverso da merendine o vestiti. Aggiungo che domani sarò all'estero a cercare di piazzare prodotti Made in Italy: qualcuno crede che il mio business sia agevolato dalle vicende in cui è coinvolto quello squallido personaggio di Arcore?
A chi devo chiedere i danni all'immagine della mia azienda?

15/02/11 h. 16.33
Lorenza dice:

Propongo di festeggiarlo nelle 1000 stanze del Seminario(abbandonato?)
E nessuno ne parla.
Dite / diciamo tante stupidaggini ,ma del Seminario in disuso nemmeno una parola.
Forse parlerete quando lo faranno restaurare con i nostri soldi.
Quanti seminaristi vi hanno transitato!!!

15/02/11 h. 16.01
Gianni dice:

Bravo il Movimento 5 Stelle, completamente d'accordo!

14/02/11 h. 20.38
Alberto R. dice:

Condivido in pieno la posizione dei grillini e del sindaco, stiamo parlando di una festa per il 150 anni dell'unità della nazione, mica della sagra del cavolo fritto!!! Ma il prossimo passo qual è??? Passare natale in ufficio perchè il fatturato viene prima??

14/02/11 h. 20.34
X TUTTI dice:

Perchè per le feste cattoliche non andiamo tutti a lavorare?
Due pesi e due misure come sempre?

13/02/11 h. 20.56
X loro dice:

Ma non anno un cazzo da pensare questi signori .... Ma fanno quel che gli pare con tanti problemi che ci sono in Italia pensano al 17 marzo cosa fare!!!

12/02/11 h. 21.48
New economy dice:

Quanto sono pallosi proprio quest'anno il calendario è di già molto a loro favore perchè le domeniche si mangiano un sacco di feste.
Effetto marchionne? ma fatemi il piacere, vergognatevi!

11/02/11 h. 17.41
paoloco dice:

5 stelle condivido in pieno! In una normale democrazia dovrebbe essere il partito che si ispira per primo a qui valori, a prendere una posizione netta e chiara.
Ma evidentemente quel partito ha perso la sua identità e quindi chi vuole avere voce deve trovare altre forme e organizzazioni.
Quindi un bravi ai 5 stelle, anche se non condivido il linguaggio di Grillo.

09/02/11 h. 18.52
Roberto S. dice:

Bene ,lavoriamo.
Però lavoriamo anche in ogni altra festa cattolica e laica!!
Altrimenti è una vergogna,una delle tante.

09/02/11 h. 14.48
io sono come bolzano dice:

le mia la me festa. la me festa le san prospero.

08/02/11 h. 21.35
paoloco dice:

singolare questa presa di posizione:
prima si invoca il made in Itali dell'industria italiana che deve giustamente reagire e poi si fà la punta al costo di una giornata di lavoro che sancise appunto l'essere Italiani.
Evidentemente per qualcuno l'essere Italiani va bene solo se corrisponde al fare profitti, magari poi per portano i soldi all'estero.
O ancor meglio quando si delocalizza... ma come siamo "generosi" noi "imprenditori"Italiani, portiamo lo sviluppo dove c'è bisogno, siamo dei veri patrioti.

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