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Mercoledì 01.10.2014 ore 14.11
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Fabrizio Montanari

La conferenza di Teheran


di Fabrizio Montanari

Il 28 novembre 1943 i capi delle tre grandi potenze impegnate nella Seconda guerra mondiale, Roosevelt, Churchill e Stalin, si incontrano a Teheran per decidere le prossime mosse e conoscersi meglio di persona. E’ la prima occasione nella quale i tre grandi si riuniscono per parlarsi. Alla vigilia della Conferenza, in codice “Eureka”, i servizi segreti russi e quelli britannici scoprono e sventano all’ultimo momento un tentativo d’attentato ordito dai tedeschi alla vita dei tre grandi e personalmente avallato da Hitler, permettendone così il regolare svolgimento. Nell’incontro viene deciso che l’operazione denominata “Overlord” (lo sbarco in Normandia) sarà lanciata nel maggio dell’anno successivo, dando così inizio alla fase finale della guerra.



I tre capi di Stato discutono anche sulla divisione territoriale della Germania dopo la guerra e raggiungono un accordo sulla questione della Polonia. A Stalin assicurano che potrà occupare parte dei territori polacchi, mentre la Polonia potrà annettersi parte dei territori orientali della Germania. Roosevelt, Churchill e Stalin si accordano inoltre sull’appoggio alla lotta dei partigiani di Tito in Jugoslavia, sulla difesa dell’indipendenza e della sovranità dell’Iran, dove tutti e tre hanno truppe dislocate e sulla creazione, dopo la guerra, dell’ONU.

Il comunicato finale non fa menzione della guerra contro il Giappone, la cui strategia è stata decisa alla conferenza del Cairo, anche se Stalin assicura di voler entrare in guerra con il “Sol Levante” solo dopo la caduta della Germania. Roosevelt, seguendo il consiglio dei suoi più stretti collaboratori, ha affidato a Dwight D. Eisenhower le operazioni militari nell’Europa settentrionale e occidentale. Il generale, infatti, è considerato il miglior stratega per operazioni importanti sul teatro di guerra europeo.

Grazie a quell’incontro i tre grandi hanno finalmente modo di conoscersi bene e trovano anche il tempo di scherzare tra loro. A questo proposito Roosevelt racconta: “Ho incominciato a stuzzicare Churchill per la sua britishness, per i suoi sigari e le sue abitudini. La cosa è piaciuta molto a Stalin. Winston invece non ha nascosto il suo imbarazzo, finché Stalin è scoppiato in una cordiale risata. E’ stato allora che ho cominciato a chiamarlo zio Joe”.

Nel comunicato conclusivo i tre affermano: “ Siamo venuti qui con speranza e determinazione, ce ne andiamo amici, nei fatti, nello spirito e nei propositi”. I lavori della Conferenza terminano dunque con reciproca soddisfazione il 1 dicembre 1943 e conferiranno un’accelerata decisiva alla conclusione del conflitto. La “Guerra fredda” è solo rinviata a dopo la fine del conflitto. Per ora l’importante è vincere e sconfiggere Hitler.


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