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Mercoledì 24.05.2017 ore 19.48
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Claudia Vago

Diario dal Sud Sudan 1


di Claudia Vago

L'Africa è un continente che mi spaventa. Troppo vasto, troppo vario, troppo difficile da capire. Già il solo parlare di "Africa" è riduttivo: non esiste un'Africa, ne esistono tante, diverse che solo uno sguardo superficiale - o colpevole - può accomunare.



L'Africa mi spaventa perché mi sbatte in faccia quella realtà che conosco, ma che non ho mai visto con i miei occhi e, finché non la vedo, non ne sento tutta la potenza: il nostro mondo, il nostro stile di vita hanno un prezzo salatissimo e, a pagarlo, sono specialmente i popoli del terzo e quarto mondo, gli "africani" in particolare.

Ma un'altro aspetto per cui l'Africa mi spaventa è che, nella sua povertà e miseria, quel continente mi mette di fronte a una realtà che conosco, ma che cerco di non vedere: i veri valori della vita, quelli per cui sarei disposta a rinunciare a tutto e a lottare anche fisicamente, se necessario, non stanno più di casa in Europa. Qui abbiamo tutto, in termini materiali, ma non abbiamo niente di ciò che conta davvero: la solidarietà, la capacità di donarsi agli altri e di prendersi cura degli altri, il tempo per ascoltarsi e crescere, il tempo per ascoltare le storie degli anziani, il tempo per guardare crescere i bambini, il tempo per capire la Terra e i suoi ritmi, adeguarci a essi.



Per tutte queste ragioni so che il viaggio in Sud Sudan, anche se breve, finirà per cambiarmi nel profondo, mettendomi ancor più a disagio nel vivere in una parte di mondo di cui non mi sento parte. E credo sia questo quello che si intende per "mal d'Africa": non la nostalgia per i tramonti, i frutti tropicali e le spiagge, ma la sensazione che, nel depredare quella parte di mondo, in realtà abbiamo derubato noi stessi dei veri valori che dovrebbero sostenerci e guidarci.


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10/07/12 h. 11.57
Marco Scarpati dice:

L'Africa non è un concetto filosofico. L'africa è un grosso continente dove milioni di persone assai diverse fra di loro (per lingua, etnia, cultura, religione, economia...) si arrabattano per sopravvivere.
Chiunque abbia vissuto in Africa, lavorato in Africa, sofferto e bestemmiato in Africa, si rende conto che si fa troppa filosofia sulla unicità e unità dell'africa.
E' difficile unire l'Europa, che è piccola e assai omogenea, figurarsi l'Africa...
Buon lavoro a Stefano e Claudia da un (ormai) vecchio cooperante che iniziò tutto in Africa...

09/07/12 h. 19.54
Stefano Antichi dice:

Carissimo Chris,
sei veramente fuori pista. Non hai colto il punto della discussione...Si sta parlando della multiculturalita' dell'Africa e non di atteggiamenti 'terzomondisti'. E di come il concetto di Africa non sia degli africani stessi ma di coloro che l'hanno colonizzata. Non so se ci sei mai stato in Africa, ti consiglio di farci un giro. Leggi, visto che sei in tema di citazioni, "L'invenzione dell'Africa" di Valentin Mudimbe

09/07/12 h. 18.13
chris dice:

caro stefano alpha blondie diceva anche (preso dai latini) "divisèr pour mieux nous arnaquér" ma forse qwame n'krumah e alpha blondy fan parte di un'altra africa...l'africa lonntana:
quando io vedere buccia di banana subito pensare a mia africa lontana

http://www.youtube.com/watch?v=qf9l62zoP8o

09/07/12 h. 17.44
Stefano Antichi dice:

Brava Claudia! Molto bello il tuo racconto...Il concetto di Africa e' un'invenzione degli Europei...non ne esiste una, ma molte o forse non e' un concetto unitario...La mia Africa dove vivo la Namibia e' agli antipodi del Sud Sudan...Brava e in bocca al lupo!

09/07/12 h. 12.47
chris dice:

cara vago...hai avuto una bella idea di andare in africa a luglio...comunque come diceva qwame nkrumah l'africa è una (ripreso anche dal bob marley "africa unite") e non tante come scrivi te e come diceva cheikh anta diop i faraoni erano negri...già queste 2 considerazioni potrebbero darti un'idea della differenza delle nostre convinzioni rispetto alle loro estraspolate dal tuo pensiero
yo!!!

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